miércoles, 18 de julio de 2018

18 /07/2018 CENTRO ITALO USO DEI VERBI


USO DEI VERBI

FUTURO ANTERIORE

AUSILIARE IN FUTURO + PARTICIPIO PASSATO
                                              ATO, UTO, ITO

·         Si usa per esprimere una azione precedente a una’altra futura dalla quale dipende:
o   potrai guardare la televisione (azione espressa al futuro), quando avrai finito di studiare (azione che avviene prima di quella espressa al futuro);
o   → appena avrò letto questo libro, ti darò la mia opinione.
·         esprimere un dubbio o un’incertezza,
o   Giulia non c’è, sarà andata a fare la spesa
·         una supposizione al passato:ç
o   sarete stati soddisfatti di aver passato l’esame!
·          
CONDIZIONALE PRESENTE:   -… EREI.. ERESTI…  Semplice


USO DEL CONDIZIONALE

·         richiesta in modo gentile:
o   mi daresti un bicchiere d’acqua?; potrei avere un po’ di sale?; mi scusi, saprebbe dirmi dov’è la stazione?
·         esprimere un dubbio:
o   non so se riuscirei a fargli cambiare idea; non so se andrei di nuovo in quel ristorante; non credo che Alex saprebbe fare questo esercizio.
·         riferire una notizia non confermata o di cui si dubita:
o   econdo i giornali i criminali si troverebbero ancora in Italia
·         per esprimere un’opinione personale, dare un un consiglio o un ordine:
o   secondo me non dovresti più vederla; Luca dovrebbe essere più gentile; non dovreste comportarvi così; dovresti studiare di più!  Potremmo avere una
forchetta per favore.
·         Esprimere un Desiderio realizzabile nel presente o futuro
o   Oggi mangerei un gelato con la panna

CONDIZINALE PASSATO  (composto)

CONDIZIONALE PRESENTE + PARTICIPIO PASSATO

USI DEL CONDIZIONALE PASSATO

·         • un desiderio→ avrei voluto comprare quel vestito;
·         • una notizia smentita dai fatti→ secondo le previsioni sarebbe stata una bella giornata, invece piove!
·         • un dubbio→ non sapevano dove sarebbero andati in vacanza;
·         • una supposizione→ i ladri sarebbero entrati dalla finestra;
·         • un’opinione→secondo me, avresti dovuto studiare di più;
·         • un consiglio→ non avresti dovuto mangiare così tanto;
·         il condizionale passato indica un fatto che poteva realizzarsi nel passato, ma non è stato possibile perché non c’erano le condizioni: avrei voluto aiutarti, ma non ne ho avuto il tempo;
·          
·         • il condizionale passato si usa per esprimere un’azione futura dal punto di vista del passato:
·          
·         Mario mi ha detto (azione passata) che avrebbe preso (azione futura rispetto al passato) in affitto una casa la mare; sapevo che Luca sarebbe tornato presto a trovarci.

FRASI COMPOSTE:   CONDIZIONALE

Se prestassi attenzione alle istruzioni, cucineresti meglio;

Se ti sbrigassi, non arriveremmo in ritardo alla festa.

Se mi avessero dato le ferie, sarei partito immediatamente con voi;

Quando si è rotto il tubo del lavandino, avrei dovuto chiamare l’idraulico.


IMPERFETTO L’indicativo imperfetto indica un’azione passata che ha avuto una certa durata e continuità, oppure un abitudine ripetuta nel passato.

Il tempo imperfetto si usa per:

esprimere, raccontare unazione che si ripeteva abitualmente nel passato: lanno scorso andavo in piscina tre volte alla settimana.

descrivere condizioni o stati (atmosferici, fisici, emotivi) e raccontare situazioni nel passato: la giornata era bella, splendeva il sole, ma faceva freddo; quando ero piccola avevo lunghi capelli biondi.

esprimere nel passato azioni in svolgimento, interrotte da altre espresse al passato prossimo: leggevo un libro, quando è arrivata Maria; mentre venivo a scuola, ho incontrato tuo fratello.

IMPERFETTO E PASSATO PROSSIMO

• mentre venivo a scuola: si usa il tempo imperfetto per indicare un’azione continuata nel tempo.

• ho incontrato tuo fratello: usiamo il tempo passato prossimo in quanto l’azione di "incontrare" interrompe l’azione di "venire a scuola".

Per cui per esprimere azioni in svolgimento nel passato interrotte da un’altra azione si usa:

• verbo all’imperfetto, quando + verbo al passato prossimo:
camminavo per strada, quando è cominciato a piovere.
oppure

• mentre + verbo all’imperfetto, verbo al passato prossimo:
mentre guardavamo il film, è arrivato Marco.

IMPERFETTO + IMPERFETTO

esprimere contemporaneità nel passato. Per esprimere due azioni che avvengono nello stesso momento nel passato usiamo:

• mentre + verbo all’imperfetto, verbo all’imperfetto:

mentre Lucia studiava, Alex guardava la TV.

PASSATO PROSSIMO E TRAPASSATO PROSSIMO

USO DEL TRAPASSATO PROSSIMO

Il trapassato prossimo si usa per indicare un’azione passata prima di un’altra espressa:

→ al passato prossimo: ero appena arrivata a casa, quando hai telefonato;

→ al passato remoto: persi il treno perchè avevo fatto tardi;

→ all’imperfetto: non volevamo fare l’esercizio che la professoressa ci aveva assegnato.

il trapassato prossimo si usa per esprimere un’azione anteriore rispetto a un’altra passata, ma quando l’azione passata è sottintesa, cioè non e espressa, si può usare anche da solo.

→ Bello questo film! Non l’avevo ancora visto!→ Non ero mai stato a Firenze prima d’ora.

ESERCIZI FUTURO ANTERIORE

Preso da:   PUL https://www.pul.it/cattedra/upload_files/16350/E38%20Esercizio%20futuro%20anteriore.pdf


Coniugare i verbi fra le parentesi scegliendo tra futuro semplice e futuro anteriore.

1. Sono sicuro che, dopo che (frequentare) ____________ quel corso, tu (capire)  ____________ meglio la lingua italiana.

2. Dopo che noi (fare) ____________ le valigie, (chiamare) ____________ un taxi.

3. Lui mi (telefonare) ____________ quando (essere) ____________ pronto.

4. Hanno bussato ma non aspettavo nessuno. Chi (essere) ____________?

5. Qualcuno ha scritto con la penna sulla parete. Chi (essere) ____________?

6. Non ti (perdonare) ____________ sino a quando non mi (dire) ____________ tutta la  verità.

7. (Pagare) ____________ quando il meccanico (finire) ____________ tutto il lavoro e la mia    macchina (funzionare) ____________ di nuovo.

8. Appena (troverai) ____________ una nuova casa, mandaci il tuo indirizzo!

9. Sono in ritardo! Quando (arrivare) ____________ , la lezione sicuramente (cominciare) già!

10. Siamo in ritardo! Quando (arrivare) ____________ , sicuramente il professore (cominciare)  ____________ già la lezione.

11. Se (venire) ____________ con noi, ti (divertire) ____________ moltissimo!

12. Dopo la festa, noi (aiutare) ____________ Stefano a mettere in ordine la casa.

13. Dopo che (imparare) ____________ a parlare bene la lingua, ti (trovare) ____________    meglio in Italia perché (potere) ____________ comunicare senza problemi.

14. Non ho l’orologio. Che ore (essere) ____________?

15. Non conosco l’età di Mariella: (avere) ____________ una trentina d’anni.

16. Io (andare) ____________ a letto solo dopo che (completare) ____________ la lista delle   cose che (dovere) ____________ fare domani.

17. Io (uscire) ____________ solo quando (smettere)   ___________ di piovere.

18. Appena (arrivare) ____________ alla stazione ti (telefonare) ____________ così tu
(venire) ____________ a prenderci e ci (portare) ____________ a casa tua.

19. Stasera noi (fare) ____________ una bella passeggiata per il centro di Roma e dopo   (andare) ____________ a cena in un ristorante.

20. La professoressa (fare) ____________ molti esempi finché gli studenti non (capire)   ____________. 









CHIAVI
1. Sono sicuro che, dopo che avrai frequentato quel corso, capirai meglio la lingua italiana.
2. Dopo che avremo fatto le valigie, chiameremo un taxi.
3. Lui mi telefonerà quando sarà pronto.
4. Hanno bussato ma non aspettavo nessuno. Chi sarà?
5. Qualcuno ha scritto con la penna sulla parete. Chi sarà stato?
6. Non ti perdonerò sino a quando non mi avrai detto tutta la verità.
7. Pagherò quando il meccanico avrà finito tutto il lavoro e la mia macchina funzionerà di
nuovo.
8. Appena avrai trovato una nuova casa, mandaci il tuo indirizzo!
9. Sono in ritardo! Quando arriverò, la lezione sicuramente sarà già cominciata!
10. Siamo in ritardo! Quando arriveremo, sicuramente il professore avrà già cominciato la
lezione.
11. Se verrai con noi, ti divertirai moltissimo!
12. Dopo la festa, noi aiuteremo Stefano a mettere in ordine la casa.
13. Dopo che avrai imparato a parlare bene la lingua, ti troverai meglio in Italia perché potrai
comunicare senza problemi.
14. Non ho l’orologio. Che ore saranno?
15. Non conosco l’età di Mariella: avrà una trentina d’anni.
16. Andrò a letto solo dopo che avrò completato la lista delle cose che dovrò fare domani.
17. Uscirò solo quando avrà smesso di piovere.
18. Appena saremo arrivati alla stazione ti telefoneremo così tu verrai a prenderci e ci
porterai a casa tua.
19. Stasera noi faremo una bella passeggiata per il centro di Roma e dopo andremo a cena in
un ristorante.
20. La professoressa farà molti esempi finché gli studenti non avranno capito.

jueves, 17 de mayo de 2018

HENRY FORD


HENRY FORD È UNO DEGLI IMPRENDITORI PIÙ NOTI NELLA STORIA DELL’UMANITÀ.
L’IMPRENDITORE RIUSCÌ A FONDARE LA FORD, UNA DELLE CASE AUTOMOBILISTICHE PIÙ ANTICHE E RINOMATE DEI NOSTRI TEMPI.

Henry Ford nacque il 30 luglio del 1863 in una fattoria di Dearborn (Michigan). Suo padre, William Ford aveva origini irlandesi mentre la madre Mary Fordnacque a Michigan da immigranti del Belgio. La madre di Henry Ford, rimanendo orfana da piccola,  fu adottata dai suoi vicini di casa.

Il piccolo Henry Ford aveva la passione di riparare orologi da tasca. A 13 anni iniziò a guadagnare i suoi primi soldi grazie alle riparazione di orologi di amici e vicini di casa. Nel giro di poco tempo, guadagnò la reputazione di riparatore d’orologi. Ogni domenica lui e la sua famiglia si recavano regolarmente nella chiesa episcopale della loro zona.

La madre morì nel 1876 provocando in lui uno stato di devastazione e dispiacere immenso. Suo padre li chiese di aiutarlo nella fattoria di famiglia e Ford rifiutò perché disprezzava i lavori agricoli. Qualche anno dopo scriverà: “Non ho mai avuto un particolare amore per i lavori agricoli, però amavo osservare mia madre mentre lavorava in fattoria.”

Nel 1879, appena 16-enne, decise di lasciare casa per lavorare come apprendista macchinista a Detroit, prima con la compagnia James F. Flower & Bros. e più tardi con la Detroit Dry Dock Co. Questi lavori gli consentirono d’apprendere le prime conoscenze nell’ambito dell’automobilistica. All’epoca le automobili in circolazione erano ben poche però il futuro prometteva forti crescite. Ford non aveva ben a mente quello che voleva fare e mai poteva provvedere di riuscire a mettere in piedi un’industria di successo, sapeva, però, di amare il settore automobilistiche e svolgeva il suo lavoro con il massimo entusiasmo.
Solo dopo qualche anno di lavoro, nel 1882 tornò nella sua Dearborn nella fattoria di famiglia. Lì diventò abile a far funzionare e riparare le macchine agricole di suo padre.
Quelle macchine agricole erano prodotte da Westinghouse che lo assunse per riparare i motori a vapore dell’azienda. Oltre al lavoro, Ford si dedicò anche agli studi di contabilità presso la Bryant & Stratton Business College di Detroit.

Nel 1888 Henry Ford sposò Clara Ala Bryant dalla quale ebbe un figlio, Edsel. Visto che le responsabilità aumentarono e i soldi guadagnati erano pochi decise di abbandonare il lavoro e fu assunto dalla società di elettricità Edison Illuminating Company nel ruolo d’ingegnere. Nel 1893, il suo talento naturale gli valse la promozione come capo ingegnere.

Durante quel periodo Henry Ford si dedicò alla costruzione di un’automobile con il motore a combustione interna inventato da Karl BenzGottlieb Daimler pochi anni prima. Ford presentò ai dirigenti della Edison il suo primo prototipo di quadriciclo che costruì nel garage di casa sua. Il mezzo innovativo fu sperimentato su strada il 4 giugno 1896 Thomas Edison, il genio della lampadina, ne fu entusiasta tanto da incoraggiarlo a costruire un secondo modello.

Nel 1898, Henry Ford riuscì a costruire un nuovo modello, questa volta finanziato da una compagnia di legname del barone William H. Murphy di Detroit. Ford si dimise dalla Edison e lavorò per la Detroit Automobile Company. 

Dopo tre anni prese la decisione più importante della sua vita, ovvero fondare la Ford Motor Company a Dearborn. Con lo scopo principale di contenere i prezzi dei beni prodotti attraverso la riduzione dei tempi di lavorazione, Henry Ford introdusse un sistema di lavoro della catena di montaggio. Si trattava di un sistema del tutto innovativo, passato nella storia perché consentiva la produzione di massa di automobili che, nel giro di pochi anni, sarebbero diventate accessibili anche economicamente. Henry Ford riuscì a modificare gli standard della produzione industriale mondiale nella prima metà del XX secolo.

Anche se non fu lui a inventare l’automobile, riuscì a cambiare la storia del mezzo di trasporto. Henry Ford deteneva il 25,5% delle azioni e ricopriva due ruoli differente all’interno della sua azienda, quello di vice presidente e capotecnico.

All’inizio solo due o tre uomini lavoravano per costruire una vettura e la produzione giornaliera era di pochi pezzi. Inoltre le componenti utilizzate per la loro produzione provenivano da aziende esterne. La prima auto costruita dalla società venne venduta il 23 luglio 1903 e Henry Ford riuscì a realizzare il suo sogno di produrre un’automobile dal prezzo ragionevole, affidabile ed efficiente. Si trattava della prima auto chiamata Model T, Lizzieper gli americani, che segnò una nuova era nell’ambito del trasporto personale. L’auto era semplice, disponibile solo di colore nero, fu la prima dell’azienda a essere prodotta su grande scala.

Le cose procedevano a ritmo accelerati e nel 1919 Henry, insieme a suo figlio Edsel, acquisì le azioni degli altri azionisti per la somma di circa 106 milioni di dollari, diventando così l’unico proprietario della sua azienda. Suo figlio Edsel, continuò a occupare la posizione di presidente fino a 26 maggio 1943 quando morì a causa di un tumore. Henry Ford decise di ritornare alla guida della società. La Ford ha continuato a produrre innumerevoli modelli che l’hanno fatta diventare una delle industrie di maggior successo del mercato automobilistico.

Henry Ford abbandonò la carica di Presidente della Ford a settembre 1945, lasciando tutto nelle mani di suo nipote Henry Ford II. Dopo essersi ritirato, ricevette numerosi premi come l’American Automotive Golden Jubilee per il suo importante apporto al settore automobilistico, mentre l’American Petroleum Institute gli assegnò la sua prima medaglia d’oro per il prezioso contributo al benessere dell’umanità.
 L’imprenditore morì a Dearborn il 7 aprile 1947 all’età di 83 anni. Per Henry Ford: “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo.”
L’attualmente CEO dell’industria è Mark Fields.


LA STORIA DEI JEANS


LA STORIA DEI JEANS


, Levi Strauss americanizzazione del tedesco Löb Strauß (1829-1902), nel 1853 aveva fatto le valigie, salutato i parenti ed era salpato da New York diretto a San Francisco. Era convinto che le terre californiane, a quel tempo in piena corsa all’oro, sarebbero state un buon affare per l’azienda di famiglia, un’industria di abbigliamento. Per questo si era fatto dare dai fratelli Jonas e Luis un bel carico di pantaloni, maglie e tessuti vari – gli servivano per avviare il suo business sulla costa occidentale degli Stati Uniti – ed era partito. In realtà, da buon venditore ambulante quale era, l’affare lo fece già in viaggio, piazzando quasi tutta la merce tra i passeggeri della nave.

Così, quando sbarcò a San Francisco, nel baule aveva solo qualche ruvido tessuto per i tendoni dei carri. Fu la sua fortuna: lo tagliò e ne ricavò un bel paio di pantaloni resistenti, che fecero la gioia di un minatore della zona, stufo di indossar vestiti che si rompevano di continuo. Erano quelli i primi Levi’s della storia.

Una volta si stabilì  nella nuova città, Strauss fece rifornimento e mise su una filiale dell’azienda familiare, la Levi Strauss & Co. Oltre alle vendite, nel tempo libero produceva i suoi pantaloni, i quali nel frattempo erano divenuti molto famosi tra i minatori, ma ancora ben lontani da come li conosciamo oggi. La trasformazione verso i moderni Levi’s infatti avvenne per gradi. Il primo passo fu quello di scegliere un tessuto più comodo, diverso da quello dei tendoni inizialmente usato, troppo ruvido sulla pelle.
La scelta cadde sul un tessuto della città di Nimes, in Francia, abbreviato in America come denim, dal caratteristico aspetto blu della tinta usata per colorarlo.




L’idea di Strauss in realtà non era nuova: qualche decennio prima ci avevano già pensato gli ingegnosi marinai di Genova a fare lo stesso con un telo bluastro (forse proprio il denim o forse del fustagno italiano) usato per le vele delle navi. Ma l’inventiva del popolo italiano non andò comunque persa, e una traccia ne rimase almeno nel nome dei pantaloni da lavoro di Strauss: blues Jeans, dove il primo termine si riferisce ovviamente al colore, e Jeans sta per Genes, con cui allora ci si riferiva ai genovesi.
Il secondo passo verso il successo invece si deve a un sarto: Jacob Davis(1831-1908), cliente di Strauss. Nella sua sartoria di Reno, nel Nevada, nel 1871 Davis aveva trovato un modo per fissare una volta per tutte le tasche ai pantaloni senza che – una volta cariche di attrezzi, pepite e cianfrusaglie varie – cedessero lasciando cadere tutto in terra. Davis era riuscito a rinforzare i pantaloni dei lavoratori applicando nei punti più delicati dei rivetti di rame. Ma pur desideroso di sfruttare commercialmente la sua invenzione, e di rivendicarne la paternità, non aveva abbastanza soldi da far domanda di brevetto, per cui pensò di chiedere aiuto a quel rivenditore di San Francisco e nel 1872 scrisse a Strauss. Affare fatto: il 20 maggio 1873, arrivò, a nome di entrambi, il brevetto.
I primi Levis (waist overalls, come venivano chiamate) arrivavano direttamente dalle casa delle sarte impiegate presso la Strauss, che di fronte alle grandi richieste ben prestò dedicò un’intera industria alla produzione dei blue jeans. Era arrivato il successo; e nel 1886 arrivò anche il marchio di fabbrica, l’etichetta in pelle, sintesi della qualità del prodotto di casa Levis: due cavalli che tirano un paio di pantaloni senza riuscire a romperli.


martes, 24 de abril de 2018

VERBI CUCINARE, NUOTARE, LEGGERE, MANGIARE (CONTRIBUZIONE DAIREE, SALVATORE E MARIA TERESA ALUNNI TERZO LIVELLO)



VERBO CUCINARE


Indicativo
Presente
io cucino
tu cucin
i
egli cucin
a
noi cucin
iamo
voi cucin
ate
essi cucin
ano
Passato prossimo
io ho cucinato
tu hai cucin
ato
egli ha cucin
ato
noi abbiamo cucin
ato
voi avete cucin
ato
essi hanno cucin
ato
Imperfetto
io cucinavo
tu cucin
avi
egli cucin
ava
noi cucin
avamo
voi cucin
avate
essi cucin
avano
Trapassato prossimo
io avevo cucinato
tu avevi cucin
ato
egli aveva cucin
ato
noi avevamo cucin
ato
voi avevate cucin
ato
essi avevano cucin
ato
Passato remoto
io cucinai
tu cucin
asti
egli cucin
ò
noi cucin
ammo
voi cucin
aste
essi cucin
arono
Trapassato remoto
io ebbi cucinato
tu avesti cucin
ato
egli ebbe cucin
ato
noi avemmo cucin
ato
voi aveste cucin
ato
essi ebbero cucin
ato
Futuro semplice
io cucinerò
tu cucin
erai
egli cucin
erà
noi cucin
eremo
voi cucin
erete
essi cucin
eranno
Futuro anteriore
io avrò cucinato
tu avrai cucin
ato
egli avrà cucin
ato
noi avremo cucin
ato
voi avrete cucin
ato
essi avranno cucin
ato
Presente
io cucinerei
tu cucin
eresti
egli cucin
erebbe
noi cucin
eremmo
voi cucin
ereste
essi cucin
erebbero
Passato
io avrei cucinato
tu avresti cucin
ato
egli avrebbe cucin
ato
noi avremmo cucin
ato
voi avreste cucin
ato
essi avrebbero cucin
ato


Congiuntivo
Presente
che io cucini
che tu cucin
i
che egli cucin
i
che noi cucin
iamo
che voi cucin
iate
che essi cucin
ino
Passato
che io abbia cucinato
che tu abbia cucin
ato
che egli abbia cucin
ato
che noi abbiamo cucin
ato
che voi abbiate cucin
ato
che essi abbiano cucin
ato
Imperfetto
che io cucinassi
che tu cucin
assi
che egli cucin
asse
che noi cucin
assimo
che voi cucin
aste
che essi cucin
assero
Trapassato
che io avessi cucinato
che tu avessi cucin
ato
che egli avesse cucin
ato
che noi avessimo cucin
ato
che voi aveste cucin
ato
che essi avessero cucin
ato
Imperativo
Presente
-
cucin
a
cucin
i
cucin
iamo
cucin
ate
cucin
ino
Infinito
Presente
cucinare
Passato
avere cucinato
Participio
Presente
cucinante
Passato
cucinato
Gerundio
Presente
cucinando
Passato
avendo cucinato


VERBO NUOTARE



Indicativo
Presente
io nuoto
tu nuot
i
egli nuot
a
noi nuot
iamo
voi nuot
ate
essi nuot
ano
Passato prossimo
io ho nuotato
tu hai nuot
ato
egli ha nuot
ato
noi abbiamo nuot
ato
voi avete nuot
ato
essi hanno nuot
ato
Imperfetto
io nuotavo
tu nuot
avi
egli nuot
ava
noi nuot
avamo
voi nuot
avate
essi nuot
avano
Trapassato prossimo
io avevo nuotato
tu avevi nuot
ato
egli aveva nuot
ato
noi avevamo nuot
ato
voi avevate nuot
ato
essi avevano nuot
ato
Passato remoto
io nuotai
tu nuot
asti
egli nuot
ò
noi nuot
ammo
voi nuot
aste
essi nuot
arono
Trapassato remoto
io ebbi nuotato
tu avesti nuot
ato
egli ebbe nuot
ato
noi avemmo nuot
ato
voi aveste nuot
ato
essi ebbero nuot
ato
Futuro semplice
io nuoterò
tu nuot
erai
egli nuot
erà
noi nuot
eremo
voi nuot
erete
essi nuot
eranno
Futuro anteriore
io avrò nuotato
tu avrai nuot
ato
egli avrà nuot
ato
noi avremo nuot
ato
voi avrete nuot
ato
essi avranno nuot
ato
Presente
io nuoterei
tu nuot
eresti
egli nuot
erebbe
noi nuot
eremmo
voi nuot
ereste
essi nuot
erebbero
Passato
io avrei nuotato
tu avresti nuot
ato
egli avrebbe nuot
ato
noi avremmo nuot
ato
voi avreste nuot
ato
essi avrebbero nuot
ato
Congiuntivo
Presente
che io nuoti
che tu nuot
i
che egli nuot
i
che noi nuot
iamo
che voi nuot
iate
che essi nuot
ino
Passato
che io abbia nuotato
che tu abbia nuot
ato
che egli abbia nuot
ato
che noi abbiamo nuot
ato
che voi abbiate nuot
ato
che essi abbiano nuot
ato
Imperfetto
che io nuotassi
che tu nuot
assi
che egli nuot
asse
che noi nuot
assimo
che voi nuot
aste
che essi nuot
assero
Trapassato
che io avessi nuotato
che tu avessi nuot
ato
che egli avesse nuot
ato
che noi avessimo nuot
ato
che voi aveste nuot
ato
che essi avessero nuot
ato
Imperativo
Presente
-
nuot
a
nuot
i
nuot
iamo
nuot
ate
nuot
ino
Infinito
Presente
nuotare
Passato
avere nuotato
Participio
Presente
nuotante
Passato
nuotato
Gerundio
Presente
nuotando
Passato
avendo nuotato

-





VERBO LEGGERE

INDICATIVO
PRESENTE
io leggo
tu leggi
lui/lei legge
noi leggiamo
voi leggete
loro leggono
IMPERFETTO
io leggevo
tu leggevi
lui/lei leggeva
noi leggevamo
voi leggevate
loro leggevano
PASSATO REMOTO
io lessi
tu leggesti
lui/lei lesse
noi leggemmo
voi leggeste
loro lessero
FUTURO SEMPLICE
io leggerò
tu leggerai
lui/lei leggerà
noi leggeremo
voi leggerete
loro leggeranno
PASSATO PROSSIMO
io ho letto
tu hai letto
lui/lei ha letto
noi abbiamo letto
voi avete letto
loro hanno letto
TRAPASSATO PROSSIMO
io avevo letto
tu avevi letto
lui/lei aveva letto
noi avevamo letto
voi avevate letto
loro avevano letto
TRAPASSATO REMOTO
io ebbi letto
tu avesti letto
lui/lei ebbe letto
noi avemmo letto
voi aveste letto
loro ebbero letto
FUTURO ANTERIORE
io avrò letto
tu avrai letto
lui/lei avrà letto
noi avremo letto
voi avrete letto
loro avranno letto
continua sotto




CONGIUNTIVO
PRESENTE
che io legga
che tu legga
che lui/lei legga
che noi leggiamo
che voi leggiate
che loro leggano
IMPERFETTO
che io leggessi
che tu leggessi
che lui/lei leggesse
che noi leggessimo
che voi leggeste
che loro leggessero
PASSATO
che io abbia letto
che tu abbia letto
che lui/lei abbia letto
che noi abbiamo letto
che voi abbiate letto
che loro abbiano letto
TRAPASSATO
che io avessi letto
che tu avessi letto
che lui/lei avesse letto
che noi avessimo letto
che voi aveste letto
che loro avessero letto

CONDIZIONALE
Presente
io leggerei
tu leggeresti
lui/lei leggerebbe
noi leggeremmo
voi leggereste
loro leggerebbero
Passato
io avrei letto
tu avresti letto
lui/lei avrebbe letto
noi avremmo letto
voi avreste letto
loro avrebbero letto

IMPERATIVO
PRESENTE
leggi
legga
leggiamo
leggete
leggano
INFINITO
Presente: leggere
Passato:   avere letto
PARTICIPIO
Presente: leggente
Passato:   letto
GERUNDIO
Presente: leggendo
Passato:   avendo letto


MANGIARE
verbo transitivo della I coniugazione (ausiliare avere)
coniugato nella forma attiva con ausiliare avere
INDICATIVO
PRESENTE
io mangio
tu mangi
lui/lei mangia
noi mangiamo
voi mangiate
loro mangiano
IMPERFETTO
io mangiavo
tu mangiavi
lui/lei mangiava
noi mangiavamo
voi mangiavate
loro mangiavano
PASSATO REMOTO
io mangiai
tu mangiasti
lui/lei mangiò
noi mangiammo
voi mangiaste
loro mangiarono
FUTURO SEMPLICE
io mangerò
tu mangerai
lui/lei mangerà
noi mangeremo
voi mangerete
loro mangeranno
PASSATO PROSSIMO
io ho mangiato
tu hai mangiato
lui/lei ha mangiato
noi abbiamo mangiato
voi avete mangiato
loro hanno mangiato
TRAPASSATO PROSSIMO
io avevo mangiato
tu avevi mangiato
lui/lei aveva mangiato
noi avevamo mangiato
voi avevate mangiato
loro avevano mangiato
TRAPASSATO REMOTO
io ebbi mangiato
tu avesti mangiato
lui/lei ebbe mangiato
noi avemmo mangiato
voi aveste mangiato
loro ebbero mangiato
FUTURO ANTERIORE
io avrò mangiato
tu avrai mangiato
lui/lei avrà mangiato
noi avremo mangiato
voi avrete mangiato
loro avranno mangiato
continua sotto




CONGIUNTIVO
PRESENTE
che io mangi
che tu mangi
che lui/lei mangi
che noi mangiamo
che voi mangiate
che loro mangino
IMPERFETTO
che io mangiassi
che tu mangiassi
che lui/lei mangiasse
che noi mangiassimo
che voi mangiaste
che loro mangiassero
PASSATO
che io abbia mangiato
che tu abbia mangiato
che lui/lei abbia mangiato
che noi abbiamo mangiato
che voi abbiate mangiato
che loro abbiano mangiato
TRAPASSATO
che io avessi mangiato
che tu avessi mangiato
che lui/lei avesse mangiato
che noi avessimo mangiato
che voi aveste mangiato
che loro avessero mangiato
CONDIZIONALE
Presente
io mangerei
tu mangeresti
lui/lei mangerebbe
noi mangeremmo
voi mangereste
loro mangerebbero
Passato
io avrei mangiato
tu avresti mangiato
lui/lei avrebbe mangiato
noi avremmo mangiato
voi avreste mangiato
loro avrebbero mangiato
IMPERATIVO
PRESENTE
mangia
mangi
mangiamo
mangiate
mangino
INFINITO
Presente: mangiare
Passato:   avere mangiato
PARTICIPIO
Presente: mangiante
Passato:   mangiato
GERUNDIO
Presente: mangiando
Passato:   avendo mangiato

QUADRO FUTURO ANTERIORE